In vista del rinnovo del Consiglio comunale e dell’elezione del Sindaco, è importante valorizzare la partecipazione popolare al fine di realizzare un progetto di Amministrazione che promuova la cultura, la tutela e lo sviluppo del territorio, la crescita del lavoro, dell’impresa e della società, porgendo particolare attenzione alle aspirazioni dei giovani, ai bisogni delle famiglie, degli anziani e degli strati sociali svantaggiati.
È dunque fondamentale per il nostro futuro un’Amministrazione che rappresenti uno schieramento unitario, il più partecipato possibile, nel quale possano riconoscersi tutte le donne e gli uomini di Gioiosa.
A tal fine, per affidare la guida del nostro Comune a persone che garantiscano il rinnovamento e valorizzino l’esperienza, si costituisce il comitato elettorale, composto da cittadine e cittadini, lavoratori, studenti, associazioni, professionisti, imprenditori, intellettuali, per promuovere la lista civica denominata Uniti per Gioiosa e sostenere la candidatura a Sindaco di Bruno Lena.

Si è spento a Milano, dove viveva ormai dal 1968, Vincenzo Consolo, scrittore nato a Sant’Agata Militello il 18 febbraio 1933. Vincenzo Consolo, amico fraterno di Leonardo Sciascia e Lucio Piccolo, è stato uno dei migliori interpreti della stratificata varietà della nostra isola, attento nel dipingerne le sfumature e nel presentarne la realtà, il più delle volte nella sua tragicità. La Sicilia, terra che ha amato sempre intensamente, è stata la protagonista di tutti i suoi romanzi; quello che ne ha consegnato la memoria alla storia è tra tutti Il sorriso dell’ignoto marinaio (1976). Figlio di un momento storico particolarmente controverso, lo scrittore di Sant’Agata Militello ha unito la storia e la memoria della sua terra per affrontare i paradossi della contemporaneità traslandoli in un passato non troppo lontano. Ho avuto la fortuna di conoscerlo nel 2006, ho avuto la fortuna di sentirlo parlare con commozione di quest’isola, mi sono innamorato del suo modo di scrivere, ho ritrovato nei suoi romanzi il profumo del nostro mare, il sapore delle giornate afose d’agosto che solo i Siciliani conoscono. Sul suo romanzo ho basato la mia tesi di Laurea: Il sorriso dell’ignoto marinaio di Vincenzo Consolo. Storia di un dipinto, di un’Isola e di un Popolo. Anche a lui devo l’amore per la mia terra, e ad uomini come lui tutti noi siamo debitori, perché hanno scritto pagine eterne sulla nostra terra. Vorrei salutarlo, per l’ultima volta, con la frase con cui ho concluso il mio lavoro basato sulla sua opera: Si può strappare un Siciliano dalla Sicilia, ma non si può strappare la Sicilia da un Siciliano. Questo è il messaggio che mi ha lasciato Vincenzo Consolo e che spero ognuno possa fare suo. Addio grande narratore di questa splendida e dimenticata Isola!
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