Stavo rileggendo tante delle cose che ho scritto l’anno scorso, aspettando che arrivasse il 2018, per provare a capire se davvero i miei desideri fossero possibili, le mie aspettative realistiche, i miei sentimenti ancora vivi.

Mi sono seduto su un muretto bianco, tra i sassi di una città sconosciuta, e mi sono perso tra i vicoli pensando a ciò che è stato e a quello che sarà.

Ho capito che quando siamo felici, tutte le persone intorno ci sembrano tristi, e quando siamo noi a non essere sereni, troviamo la felicità negli occhi dei passanti, di due fidanzati che si abbracciano per strada, nel viso soddisfatto di un bambino che mangia un gelato in pieno inverno… e invidiamo quel semplice sorriso di cui credevamo essere gli unici detentori.

Ho deciso di non fare piani per questo nuovo anno, di non corrergli incontro ma di aspettare che venga da me, di non scrivere impegni in agenda ma di provare a ricordarli prendendomi il rischio di dimenticarne qualcuno e di vivere meno di fretta.

È stato un anno intenso, fatto di viaggi, abbracci stretti, parole sottovoce, di lettere scritte e mai recapitate. 

È stato un anno veloce, fatto di corse, di telefonate, di messaggi inviati di notte con la luce spenta, di sonno perso senza motivo.

È stato un anno luminoso, fatto di giornate al mare, di cene a lume di candela, di regali comprati di nascosto, di passeggiate spensierate mano nella mano, di disegni a matita del domani. 

Non so se sono più le cose che conserverei o quelle che sarebbe meglio dimenticare, ma so che tutte sono servite a portami qui, giusto o sbagliato, buono o cattivo, vincitore o sconfitto, sono io, ancora.

Grazie a questo anno che va via e mi dà la possibilità di sognare che il prossimo sia migliore, che mi regali sempre una ragione per lottare, per costruire, per piangere e per essere felice.

Grazie a Te, che sei ancora qui, accanto, ad abbracciarmi in silenzio ogni volta che finisce una giornata. 

È per te ogni mio sacrificio, ogni mia scelta, ogni mio sospiro, ogni giornata libera e ogni pensiero.

Sapere di trovare i tuoi occhi ogni mattina è il mio regalo più grande, la mia certezza.

Spero che vedremo passare insieme un altro anno, continuando a costruire insieme, se lo vorrai, qualcosa di solo nostro.

Grazie ai miei amici, pochi, basta meno di una mano per contarli, ma una vita intera non sarebbe abbastanza per ringraziarli.

Grazie alla mia famiglia, che non smette mai di sostenermi e coccolarmi perché, anche se sono grande, trovare la brioche calda con la nutella quando faccio colazione a casa mi fa sentire amato. Spero un giorno di essere alla vostra altezza. 

Grazie a chi mi ama, a chi sopporta il mio umore altalenante, la mia maniacale programmazione di ogni cosa, il mio essere egocentrico… pretendo troppo, lo so, ma do me stesso, senza riserve, a chi lo merita.

Grazie a chi parla troppo, a chi si nasconde e prova a giocare con le vite degli altri, a chi rema contro… la mia vita sarebbe monotona senza di voi. 

Grazie alle mie buone stelle, che continuano a farmi vivere del mio lavoro e della mia passione, a confrontarmi con grandi artisti, indiscussi professionisti e incontrare ancora persone vere.

Auguro a tutti voi un anno pieno di luce, quella degli occhi di chi amate, del successo che meritate e costruite, delle candeline che soffierete insieme a chi vi vuole bene.

Godetevi questo nuovo anno, fermatevi a parlare con le persone, passeggiate senza meta guardando il cielo, e prima di andare a letto raccontate a chi avete accanto la vostra storia invece che scorrere freneticamente quelle degli altri.

Provate a bere un bicchiere di vino

buono condividendolo con chi avete accanto, parlate, correte con la

bicicletta per le vie di una città rumorosa, fate le valigie per un viaggio che sognate, scappare dalla monotonia, vivete la vostra vita, l’unica di cui potete essere protagonisti. 

Camminate a testa alta, sempre, dite la verità, non rimandate ciò che vi fa piacere fare, e quando ne sentite il bisogno non abbiate vergogna di chiedere un bacio e di urlare “ti amo”.

Grazie a tutti, buon 2018.

Ad Maiora Semper,

Marco.