Mi piace fermarmi ogni anno a riguardare tutti i giorni passati, osservarli da spettatore e scoprire se davvero ho fatto tutto ciò che speravo, che desideravo.

Ma non sono mai stato bravo a fare bilanci, in una famiglia di statisti, economisti e bancari, io sono quello che si è laureato in Lettere. 

Avevo deciso di non fare piani l’anno scorso, di vivere semplicemente guardando negli occhi ogni nuovo giorno con curiosità e stupore, e ci ho provato davvero.

È passato così veloce quest’anno, ho viaggiato tanto e ho dormito poco, ho corso troppo e mi sono fermato troppo poco, ho sorriso al sole e ho pianto al buio, ho rischiato spesso e ho vinto a volte, ho amato di più e ho parlato di meno. 

Mi ha messo alla prova quest’anno, tante volte, forse anche immeritatamente, ma ho imparato a curare le ferite e a nascondere la tristezza dietro due lenti azzurre. 

Nonostante tutto, continuo a essere innamorato della vita e dell’amore, come quel personaggio shakespeariano che ormai troppi anni fa ha deciso di cambiarmi la vita, e che ha lasciato in me una piccola parte di sé, di quel malinconico romanticismo che per fortuna mi porta via ogni tanto da questa realtà illuminata solo dalle notifiche e dai filtri. 

Grazie a questo nuovo anno che arriva e mi permette di sognare e vivere ancora, e grazie a quello che sta finendo perché mi ha fatto crescere e invecchiare, senza smettere mai di darmi una ragione per lottare e una meta da raggiungere. 

Grazie a chi mi ha dato amore, sempre, con sincerità e senza secondi fini, a chi continua a farlo, a chi purtroppo non è più qui, anche se nel mio frigo rimaranno per sempre due bottiglie di birra analcolica per brindare insieme. 

Grazie a chi c’è sempre stato e c’è ancora, a chi è andato via per tornare e a chi ha deciso di cambiare strada. Grazie a chi è entrato nella mia vita per portare e non per portare via, per dare e non solo per prendere, a chi sa guardarmi con occhi sinceri e sorridere. 

Grazie alla mia famiglia, che è sempre qui a sostenermi, senza fare domande e senza giudicare, rimanendo sempre un passo indietro ma mai troppo lontano da me. 

Grazie ai miei amici, a quelli che sono per me come fratelli, che mi capiscono senza parlare, che non mi lasciano mai da solo e mi troveranno sempre qui per loro.

Grazie a chi mi ha dato fiducia, a chi ha scommesso su di me mettendomi in mano una responsabilità e una bacchetta.

Grazie a chi crede in ciò che faccio, a chi si fida dei miei consigli, a chi ascolta le mie parole, ai miei allievi, a chi sopporta la mia enorme testardaggine e la mia eccessiva mania di perfezione. 

Grazie anche a chi parla tanto, di me e contro di me, di ciò che faccio e di come lo faccio, di ciò che sono e di dove sono, provo a superarmi ogni giorno per sorprendervi sempre e per regalarvi nuovi argomenti. 

Grazie alla musica, che mai come quest’anno mi ha regalato tanto, forse più di quanto potessi meritare, di sicuro molto più di quanto io abbia dato a lei.

Grazie a quest’anno incredibile.

Auguro a tutti voi un anno pieno di sole, quello che illuminerà la vostra strada, che vedrete sorgere mentre guidate cantando verso un posto nuovo o tramontare abbracciati alla persona che amate con i piedi nudi sulla sabbia calda di fine Agosto.

Che questo nuovo anno possa regalarvi un sorriso inaspettato, giornate senza pensieri, notti in bianco passate a pensare all’amore o a scrivere una canzone, passeggiate mano nella mano per le vie di una città sconosciuta, fotografie di nascosto, baci rubati e crêpes a mezzanotte.

Possiate riempire calici di vino buono e batterli incrociando lo sguardo di chi vi fa stare bene, svegliarvi la domenica mattina col profumo del ragù che riempie la casa e andare a letto sempre con il respiro di chi amate accanto a voi.

Godetevi ogni piccola sensazione, ogni gelato al pistacchio, ogni carezza, goccia di pioggia, granello di sabbia sul fondo della valigia, raccogliete ogni poesia scritta a matita su un treno regionale e tutte le lettere d’amore che avete stropicciato e mai spedito. 

Ricordatevi e ricordiamoci che in un mondo fatto di cose, sono ancora le persone a fare la differenza, ma a trattarle sempre allo stesso modo rischiamo di convincerci che quando si rompono le possiamo riparare o comprarle nuove.

Tenete stretto chi amate. 

Grazie a tutti, buon 2020.

Ad maiora Semper.

Marco.