E’ morto Vincenzo Consolo, narratore innamorato della Sicilia.

Si è spento a Milano, dove viveva ormai dal 1968, Vincenzo Consolo, scrittore nato a Sant’Agata Militello il 18 febbraio 1933. Vincenzo Consolo, amico fraterno di Leonardo Sciascia e Lucio Piccolo, è stato uno dei migliori interpreti della stratificata varietà della nostra isola, attento nel dipingerne le sfumature e nel presentarne la realtà, il più delle volte nella sua tragicità. La Sicilia, terra che ha amato sempre intensamente, è stata la protagonista di tutti i suoi romanzi; quello che ne ha consegnato la memoria alla storia è tra tutti Il sorriso dell’ignoto marinaio (1976). Figlio di un momento storico particolarmente controverso, lo scrittore di Sant’Agata Militello ha unito la storia e la memoria della sua terra per affrontare i paradossi della contemporaneità traslandoli in un passato non troppo lontano. Ho avuto la fortuna di conoscerlo nel 2006, ho avuto la fortuna di sentirlo parlare con commozione di quest’isola, mi sono innamorato del suo modo di scrivere, ho ritrovato nei suoi romanzi il profumo del nostro mare, il sapore delle giornate afose d’agosto che solo i Siciliani conoscono. Sul suo romanzo ho basato la mia tesi di Laurea: Il sorriso dell’ignoto marinaio di Vincenzo Consolo. Storia di un dipinto, di un’Isola e di un Popolo. Anche a lui devo l’amore per la mia terra, e ad uomini come lui tutti noi siamo debitori, perché hanno scritto pagine eterne sulla nostra terra. Vorrei salutarlo, per l’ultima volta, con la frase con cui ho concluso il mio lavoro basato sulla sua opera: Si può strappare un Siciliano dalla Sicilia, ma non si può strappare la Sicilia da un Siciliano. Questo è il messaggio che mi ha lasciato Vincenzo Consolo e che spero ognuno possa fare suo. Addio grande narratore di questa splendida e dimenticata Isola!

Marco Vito.