Lui è Giovanni Falcone.
Tra una decina di giorni avrebbe compiuto 81 anni e per la sua età sarebbe stato una persona a rischio a causa del Covid19.

Ma Falcone non può morire di Covid19, lui è morto di mafia, più aggressiva, più contagiosa, mortale.

I mafiosi, però, tornano a casa, nonostante un regime carcerario che non avrebbe dovuto ammettere alcun tipo di clemenza.
Non parliamo di persone in attesa di giudizio o in carcere per reati minori, ma dei mafiosi senza più alcuna possibilità di appello, con decine di anni da scontare, in alcuni casi condannati all’ergastolo.

Tornano a casa perché sono anziani, malati e a rischio contagio.

Loro che a molta gente hanno tolto qualsiasi possibilità di invecchiare e diventare degli anziani a rischio contagio.

Qui non si tratta di Mes, di 600 Euro, di De Luca e Fontana e di Nord contro Sud, di cassa integrazione e lavoratori dello spettacolo senza prospettiva alcuna.

Qui si tratta del nostro Stato, la Repubblica Italiana, che rinnega se stessa e gli uomini che sono morti tra la polvere e le macerie del tritolo per difenderla.
Morti di mafia e non di Covid19.

E non parlatemi di diritti inalienabili, pietà cristiana, riabilitazione e umanità.
È tutto sparito, nell’acido, insieme a un bambino innocente tanti anni fa.

Lui è Giovanni Falcone, morto di mafia e non di Covid19.